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Paccucce nell’arte: poesia di Giovanni Paolo Carlino-Giuliani

Le “paccucce”

Se vi metteste calmi ad ascoltare
quel che la nostra storia custodisce,
non manchereste certo d’osservare
ciò che è passato e nel futur fiorisce.

Guardate per esempio tutti i rami
pieni di fiori chiari e delicati,
ora vedreste di sicur le mani
che con sapiente amor l’hanno potati.

Vedreste, d’un pendio, le terre smosse,
e molte buche, di giusta misura,
giovin radici che, sposan le fosse,
colmate come vuol madre natura.

Il tempo manderà i suoi giorni giusti:
di sole, di tempeste e molte cure,
e prima d’invernali mesi angusti
vedreste mele sode e ben mature.

A ben guardar vedreste una vecchina
seduta e curva tra le “Mele Rosa”,
intenta ad infilare ogni fettina
nelle collane che sul grembo posa.

Le appenderà perché le asciughi il sole.
Attenta sentinella in quell’attesa:
perché l’astro le tinga come vuole,
e per evitar loro qualche offesa.

E quando saran d’oro diventate,
le custodirà nella gran dispensa,
è lì, che attenderanno le giornate,
in cui render preziosa qualche mensa.

Ma ora è giunto il tempo d’assaggiare
questi tesori, nati a Colmurano,
è stata la natura a lavorare,
per questo è giusto tenderle la mano.

Poesia di Giovanni Paolo Carlino-Giuliani